Casa delle Donne Migranti “Semira Adamu”

Casa delle donne migranti Semira Adamu

CHI SIAMO?
La Casa delle donne Migranti è un luogo dove, al di là delle differenze date da religioni e culture diverse, le donne migranti trovano nella relazione con altre donne rafforzamento e sostegno concreto.

COME NASCE?
L’attività del Semira Adamu comincia nel 1999 come progetto della Casa delle donne contro la violenza di Modena grazie a un iniziale contributo della Regione Emilia Romagna e prosegue poi tramite Convenzioni con il Comune di Modena.
La casa delle donne migranti nasce per rispondere ad un’esigenza precisa: prendere atto delle nuove caratteristiche dei flussi migratori nel mondo e a Modena, sempre più caratterizzati da un’alta percentuale di migrazione prettamente femminile, dove la donna si ritrova ad intraprendere un percorso migratorio non solo come effetto del ricongiungimento familiare ai propri genitori o al proprio marito, bensì come prima protagonista di una scelta di vita necessaria, ambita, voluta, per darsi un’opportunità di cambiamento e ricollocarsi all’interno del mondo e del sistema familiare e sociale.
La Casa delle donne migranti permette di strutturare dei programmi di accoglienza al femminile, e di mettere a disposizione un luogo e uno spazio fisico e simbolico per consentire alle donne un’elaborazione del proprio percorso migratorio e una narrazione consapevole della propria migrazione.

COSA PUOI TROVARE?
• Spazio di accoglienza per dare ascolto e sostegno tramite colloqui personalizzati con le donne; 

• Progettazione e attuazione di percorsi di autonomia per le donne accolte;
• Ospitalità temporanea per donne sole o con figli, legata alla costruzione di un progetto e limitata nel tempo;
• Informazioni sulle risorse della città e mediazione con i servizi del territorio;
• Orientamento e accompagnamento ad una ricerca attiva del lavoro attraverso percorsi individuali e di gruppo;
• Corsi di apprendimento della lingua italiana strutturati su diversi moduli e livelli
• Corsi di informatica strutturati su diversi moduli e livelli;
• Spazio di incontro e scambio interculturale mediante attività di socializzazione: corsi di cucina, laboratori di manufatti artigianali, gruppi di auto-aiuto e narrazione su tematiche specifiche, organizzazione di gite e visite culturali, incontri su tematiche sanitarie, legislative ecc.;
• Laboratori di canto sensibile e coro di donne migranti;
• Gestione mercatino di abiti usati.

CALENDARIO ATTIVITA’ – VIA DON MINZONI 110 MODENA 2018-2019
Tel.:059

ITALIANO – ALFABETIZZAZIONE – LIV.1 – Martedì e Venerdì dalle 10.00 alle 12.00

ITALIANO BASE – LIV.2 – Lunedì e Giovedì dalle 10.00 alle 12.00

ITALIANO BASE – CONVERSAZIONE – Martedì dalle 14.00 alle 15.30

LABORATORIO MANUFATTI – Lunedì dalle 15 alle 17.30 (con servizio baby-sitter)

CHI E’ SEMIRA ADAMU?
Semira è stata uccisa il 22 settembre 1998 alle ore 21, all’età di 20 anni, durante un tentativo di deportazione verso la Nigeria, a bordo di un aereo di linea belga. È stata soffocata durante l’imbarco forzato del volo Bruxelles-Lomé: Semira si stava ribellando al rientro coatto in Nigeria ed allora i poliziotti, dopo averla ammanettata, le hanno tenuto premuto sulla faccia un cuscino che le ha tolto il respiro mandandola in coma profondo per 11 ore. Poi la morte.
Semira Adamu era scappata dalla Nigeria perché, contro la sua volontà, avrebbe dovuto sposare un uomo di 65 anni, conosciuto nel villaggio per la violenza che esercitava sulle donne, di cui sarebbe stata la quarta moglie. Semira si era già rifugiata diverse volte in Togo ma ogni volta era stata ritrovata e ricondotta nel suo paese. Il 25 marzo 1998, tramite l’aiuto di alcuni amici, Semira arriva in Belgio. Le viene negato l’accesso e viene direttamente trasferita in un centro di detenzione. per “stranieri illegali” situato al 127 di Steenokkerzel. La ragione che giustifica il rifiuto d’accesso al territorio belga è che la Convenzione di Ginevra non prevede nulla in caso di maltrattamenti alle
donne.
Semira diventa cosi’ un simbolo di resistenza contro le deportazioni. Assieme all’aiuto del locale collettivo contro le deportazioni era riuscita a bloccare diversi tentativi di espulsione forzata. L’ultimo, a causa delle pressioni del Ministero degli Interni, fu attuato da più di dieci ufficiali della polizia federale, che ne causarono la morte. Quattro poliziotti sono stati condannati, venerdì 12 dicembre 2003, a pene che vanno da un 1 anno a 14 mesi di reclusione, con la condizionale. I poliziotti sono stati riconosciuti colpevoli di aver inferto colpi e ferite involontarie che hanno provocato la morte senza intenzione di Semira ovvero omicidio preterintenzionale.

Semira Adamu rappresenta anche per noi un simbolo della lotta per la libertà femminile e per l’affermazione dei diritti dei migranti.