Casa delle Donne Migranti “Semira Adamu”

Casa delle donne migranti Semira Adamu
Via Don Minzoni, 110 Modena
Tel. 059/395021
Fax. 059/3980735
email: casadonnemigranti@gmail.com / most@donnecontroviolenza.it

ORARI:
lunedì: 9-13 / 14-18
martedì – venerdì: 9-13

https://www.donnecontroviolenza.it/semiradamu/


CHI SIAMO?

La Casa delle donne migranti Semira Adamu  è una casa, un luogo di riappropriazione delle identità, uno spazio di costruzione di relazioni, di negoziazione tra universi culturali, di connessione, una rete, un contenitore, un iniettore di contaminazione, un percorso di ricerca, un luogo che permette di sfilarsi il vestito di extracomunitaria in attesa di permesso di soggiorno – che chissà quando arriva – e di mettersi quello di donna in cammino verso se stessa.
La Casa delle donne Migranti è un luogo dove, al di là delle differenze date da religioni e culture diverse, le donne migranti trovano nella relazione con altre donne rafforzamento e sostegno concreto.
E non solo: un’occasione di svincolarsi dall’attribuzione di un’identità univoca, castrante, spaesante, che dall’alto di sistemi politici e sociali viene spesso imposta ai migranti – o meglio agli extracomunitari – precludendo quel percorso fluttuante e vitale di ricerca di identità multiple, variegate, colorate, in continuo movimento, che si intrecciano in ognuno di noi rendendoci creature multiformi uniche.

COME NASCE?
L’attività del Semira Adamu comincia nel 1999 come progetto della Casa delle donne contro la violenza di Modena grazie a un iniziale contributo della Regione Emilia Romagna e prosegue poi tramite Convenzioni con il Comune di Modena.
La casa delle donne migranti nasce per rispondere ad un’esigenza precisa: prendere atto delle nuove caratteristiche dei flussi migratori nel mondo e a Modena, sempre più caratterizzati da un’alta percentuale di migrazione prettamente femminile, dove la donna si ritrova ad intraprendere un percorso migratorio non solo come effetto del ricongiungimento familiare ai propri genitori o al proprio marito, bensì come prima protagonista di una scelta di vita necessaria, ambita, voluta, per darsi un’opportunità di cambiamento e ricollocarsi all’interno del mondo e del sistema familiare e sociale.
Le agenzie sociali del territorio modenese e le strutture dedicate all’ospitalità dei migranti fino a quel momento erano declinate per rispondere soltanto alla migrazione maschile: la Casa delle donne migranti permette di strutturare dei programmi di accoglienza al femminile, e di mettere a disposizione un luogo e uno spazio fisico e simbolico per consentire alle donne un’elaborazione del proprio percorso migratorio e una narrazione consapevole della propria migrazione.

CHI E’ SEMIRA ADAMU?
Semira è stata uccisa il 22 settembre 1998 alle ore 21, all’età di 20 anni, durante un tentativo di deportazione verso la Nigeria, a bordo di un aereo di linea belga. È stata soffocata durante l’imbarco forzato del volo Bruxelles-Lomé: Semira si stava ribellando al rientro coatto in Nigeria ed allora i poliziotti, dopo averla ammanettata, le hanno tenuto premuto sulla faccia un cuscino che le ha tolto il respiro mandandola in coma profondo per 11 ore. Poi la morte.
Semira Adamu era scappata dalla Nigeria perché, contro la sua volontà, avrebbe dovuto sposare un uomo di 65 anni, conosciuto nel villaggio per la violenza che esercitava sulle donne, di cui sarebbe stata la quarta moglie. Semira si era già rifugiata diverse volte in Togo ma ogni volta era stata ritrovata e ricondotta nel suo paese. Il 25 marzo 1998, tramite l’aiuto di alcuni amici, Semira arriva in Belgio. Le viene negato l’accesso e viene direttamente trasferita in un centro di detenzione. per “stranieri illegali” situato al 127 di Steenokkerzel. La ragione che giustifica il rifiuto d’accesso al territorio belga è che la Convenzione di Ginevra non prevede nulla in caso di maltrattamenti alle
donne.
Semira diventa cosi’ un simbolo di resistenza contro le deportazioni. Assieme all’aiuto del locale collettivo contro le deportazioni era riuscita a bloccare diversi tentativi di espulsione forzata. L’ultimo, a causa delle pressioni del Ministero degli Interni, fu attuato da più di dieci ufficiali della polizia federale, che ne causarono la morte. Quattro poliziotti sono stati condannati, venerdì 12 dicembre 2003, a pene che vanno da un 1 anno a 14 mesi di reclusione, con la condizionale. I poliziotti sono stati riconosciuti colpevoli di aver inferto colpi e ferite involontarie che hanno provocato la morte senza intenzione di Semira ovvero omicidio preterintenzionale.

Semira Adamu rappresenta anche per noi un simbolo della lotta per la libertà femminile e per l’affermazione dei diritti dei migranti.

COSA PUOI TROVARE?
• Spazio di accoglienza per dare ascolto e sostegno tramite colloqui personalizzati volti a far emergere i bisogni espliciti e impliciti della donna e ad attivare le sue risorse;
• Progettazione e attuazione di percorsi di autonomia per le donne accolte, attraverso colloqui strutturati e attività specifiche relative al singolo progetto;
• Ospitalità temporanea per donne sole o con figli, legata alla costruzione di un progetto e limitata nel tempo;
• Informazioni sulle risorse della città e mediazione con i servizi del territorio;
• Orientamento e accompagnamento ad una ricerca attiva e consapevole del lavoro attraverso percorsi individuali e di gruppo;
• Corsi di apprendimento della lingua italiana strutturati su diversi moduli e livelli
• Corsi di informatica strutturati su diversi moduli e livelli;
• Spazio di incontro e scambio interculturale mediante attività di socializzazione che possono essere autogestite su richiesta da donne migranti o proposte dall’Associazione Casa delle donne contro la violenza: corsi di cucina, laboratori di manufatti artigianali, gruppi di auto-aiuto e narrazione su tematiche specifiche, organizzazione di gite e visite culturali, incontri su tematiche sanitarie, legislative ecc.;
• Laboratori di canto sensibile e coro di donne migranti;
• Gestione mercatino di abiti usati;

www.donnecontroviolenza.it/semiradamu

 

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